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Nei dati SWG c'è tutto quel che serve per capire cosa pensano gli italiani e cosa succederà.

Archivio Post

06/03/2019 

CHANGE L'Europa alla prova del cambiamento

 

 

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08/02/2019 

Europa: odi et amo

A nessuno sfugge l’importanza enorme delle prossime elezioni europee, momento in cui sarà in gioco moltissimo sia a livello nazionale che a livello continentale.

Vedremo nelle prossime settimane come si orienterà il voto degli italiani, materia che sarà oggetto di un nostro importante evento nel mese di marzo di cui daremo notizia a breve.

È però interessante sin d’ora comprendere l’esistenza di una forte spaccatura nell’atteggiamento verso l’Europa degli elettori italiani, situazione efficacemente riassunta in questa rilevazione SWG.

 

È ben evidente l’esistenza di due “popoli”.

 

Il primo, solidamente europeista, è innanzitutto radicato nel PD e vuole mettere in risalto aspetti positivi della condizione “globale”, soprattutto in termini di libertà.

Il secondo, assai più scettico, ha forti consensi tra gli elettori della Lega e del M5S, preoccupati da una condizione di subalternità dell’Italia e dalla frequente imposizione di vincoli da parte della UE.

Sono queste le due anime che si confronteranno nelle urne il prossimo 26 maggio.

Due anime presenti in tutto il continente, attraversato da dubbi sul processo d’integrazione come mai prima d’ora.

 

L’Europa resta il più grandioso, entusiasmante ed utile progetto politico (e sociale) generatosi sulle macerie della Seconda Guerra Mondiale.

Ma deve trovare una strada nuova per tornare a scaldare i cuori.

 

Si veda questo lavoro di Paul Cébille (ScPo Strasbourg): più volte (anche prima del voto Brexit del 2016) è finita male per l’istanza europeista.

 

 

In particolare, brucia ancora oggi lo smacco dei voti contrari alla Costituzione Europea.

Insomma i cittadini hanno spesso parlato chiaro.

A questo punto spetta alle classi dirigenti battere un colpo.

 

Roberto Arditti

20/09/2018 

OCCUPAZIONE, SOS UNDER 35

Se una persona su due tra i 25 e i 34 anni cerca lavoro significa che siamo di fronte ad una sfida epocale, nella quale ci giochiamo l’oggi e, soprattutto, il domani. Non è questione di ricette politiche di questo o quel colore, è un mondo nuovo (quello dell’intelligenza artificiale) che farà coriandoli di quello vecchio.
Le classi dirigenti sono di fronte alla prova più impegnativa, vietato dividersi in modo puerile o inconcludente. 

Roberto Arditti

12/09/2018 

Amici e nemici degli italiani. Chi sono?

Nella crisi di fiducia che continua a caratterizzare la popolazione italiana, amici e nemici del Paese vengono sempre più identificati con chi crea e chi uccide la speranza. Sul fronte degli amici stanno soprattutto coloro che offrono un pensiero o un orientamento positivo, ma anche chi garantisce lavoro e opportunità in un’ottica di prossimità e concretezza; sul fronte dei nemici, troviamo chi toglie energie e giustizia, chi inganna, quella burocrazia che imbriglia invece di liberare le energie, quei «poteri forti» considerati sempre più il simbolo dello spegnimento del sogno di opportunità uguali per tutti.

 

Riccardo Grassi

04/09/2018 

La velocità del cambiamento

La distanza che separa questi risultati da quelli ufficiali del 4 marzo ci dice innanzitutto quanto rapidamente cambiano le opinioni nel tempo in cui viviamo. C’è impressionante mobilità negli atteggiamenti politici come in quelli di consumo e proprio su questo terreno si misura la più complessa sfida per chi vuole interpretare idee, speranze, opinioni e sogni delle pubbliche opinioni. Si cambia nel tempo di un tweet. Nulla sarà più come prima. 

 

Roberto Arditti

03/09/2018 

GIOVANI E CRISTIANESIMO: CONNESSIONE DA RIPRISTINARE?

Oggi solo 4 giovani su 10 si definiscono cristiani cattolici (-24,4% rispetto al 2004), mentre raddoppia la quota di non credenti o agnostici.

Non è una questione di secolarizzazione, ma di significanza. Quanto è capace ancora oggi il cristianesimo di proporsi come una credibile struttura di senso?

Riccardo Grassi

27/08/2018 

IL GRANDE SMOTTAMENTO DEL SOGNO EUROPEO

Il sogno europeo si è lentamente infranto lungo gli scogli della crisi economica e del venir meno dell'immagine di una unione in grado di mantenere in equilibrio equità sociale e mercato.

Enzo Risso

02/07/2018 

La voglia di esserci

Non siamo un popolo di indifferenti, non c’è la fine della democrazia. C’è la voglia di partecipare in forme nuove, che devono tenere il passo con i tempi e la tecnologia. Il cittadino di domani va costruito oggi, come protagonista dell’impegno civile.

Roberto Arditti